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De Caesare  Palinodia  De prov.cons. 

 

 

CfMOMMSEN 1854, 323, n. 58; RAUSCHEN 1886, n. 52; GROLLM 1887, 42-43; TP 2, XVIII. 57-58; SAUNDERS 1919, 201-215; HOLMES 1920, 44; MEYER 1922, 148 n. 4; HOLMES 1923, 2, 83-84. 295-299; BUTLER-CARY 1924, 14; 107; HÄFNER 1928, 67; DG 5, 685; 6, 680-681; STEIN 1930, 41; GNAUK 1935, 47 n. 54; 60 n. 76; GELZER 1939, 3; CIACERI 2, 105; BL 2 (CONSTANS), 119; PUCCIONI 1960, 108-110; SETTLE 1962, 196 n. 4; BALSDON 1962, 139; BÜCHNER 1964, 305; 504; TUPET 1966, 238-253; SB Att. 2, 233; GELZER 1969, 171 n. 29; SB 1971, 84; STOCKTON 211; RUEBEL 1975, 624; CRAWFORD 1984, 158-160; GARBARINO (CSC), 25 n. 61; MITCHELL 2, 185 n. 108; MALASPINA 2001, 181-182; MARINONE a. 56 B10.

 

 

-Quasi tutti gli studiosi hanno cercato di identificare la Palinūd°a di Att. IV, 5, 1 con l’orazione conservata De provinciis consularibus o con una supposta De Caesare, ovvero di farne uno scritto a sé. Con queste ipotesi sembra però in contraddizione Att. II, 9, 1, di tre anni prima, ove è menzionato per la prima volta il termine Palinūd°a

-In particolare:

Palinūd°a = De provinciis consularibus:

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MOMMSEN 1854, 323, n. 58; GROLLM 1887, 42; MEYER 1922, 148 n. 4; GELZER 1937, 3; CIACERI 2, 105; SB Att. 2, 233; GELZER 1969, 171 n. 29; SB 1971, 84: La Palinūd°a è da identificare con il discorso De provinciis consularibus. L’ipotesi è rifiutata da HOLMES 1920, 42; BUTLER-CARY 1924; BÜCHNER 1964, 305 (la Palinūd°a non può essere identificata con l’orazione De provinciis consularibus se Att. IV, 5 è di aprile o inizio maggio 56: cf. SB Att. 2, 233-235).

 

Palinūd°a = De Caesare 

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BALSDON 1962, 139; CRAWFORD 1984, 159-160: L’orazione De Caesare è identificata con la Palinūd°a: Cicerone sarebbe intervenuto in senato in favore della concessione a Cesare di dieci legati e dello stipendium prima della orazione De provinciis consularibus, ma senza pubblicare alcunché. 

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MARINONE a. 56 B10 n. 8: Il riferimento del termine Palinūd°a in Att. IV, 5, 1 al discorso De Caesare appare la più plausibile alternativa all’identificazione con De provinciis consularibus. Dal tono dell’epistola risulta chiaro il riferimento ad una circostanza pubblica, definita subturpicula dallo stesso Cicerone, risalente a più di due mesi prima (datando l’epistola medesima a giugno). Non sembra potersi stabilire alcuna relazione con la divina Palinūd°a in Att. II, 9, 1, data la differenza di contesto.

 

Palinūd°a = composizione a sé: 

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TP 2, XVIII. 57-58: La Palinūd°a è una comunicazione diretta a Cesare, composta a fine aprile - inizio maggio. L’ipotesi di identificarla con un’orazione (De provinciis consularibus piuttosto che Pro Balbo, che è seguente) è rifiutata, perché Att. IV, 5, 1 (urgebar ab eo ad quem misi) sembra riferirsi ad una comunicazione diretta con Cesare; inoltre perché si scontra con la datazione dell’epistola medesima a fine aprile - inizio maggio. 

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SAUNDERS 1919, 213-215: La Palinūd°a non è un’orazione, ma una lettera, indirizzata a Cesare o a Pompeo entro metà maggio, con l’impegno a non contrastare più la politica di Cesare, a cominciare dalla questione dell’ager Campanus il 15 maggioContra SB Att. 2, 233.

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HOLMES 1920, 44 [= HOLMES 1923, 2, 297]: La Palinūd°a è una lettera perduta indirizzata a Pompeo, non a Cesare, posteriore al ritorno di Quinto a Roma ed al soggiorno ad Anzio (Att. IV, 4, b. 5. 6; fam. V, 12) anteriore al discorso De provinciis consularibus (giugno). Da non identificare né con la Pro Balbo né con il De temporibus suis.  Contra SB Att. 2, 233.

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BUTLER-CARY 1924, 14; 107: Si rifiuta l’identificazione della Palinūd°a con il discorso De provinciis consularibus, perché questo non appare un testo di cui Cicerone avrebbe dovuto vergognarsi. La Palinūd°a è piuttosto una lettera a Pompeo, in risposta alle richieste di L. Vibullio Rufo, con la quale Cicerone si impegna a non occuparsi della legge sull’agro campano

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DG 5, 685; 6, 680-681: La Palinūd°a è una «Lobschrift» che Cicerone invia ad aprile dalla campagna a Cesare all’insaputa di Attico

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GNAUK 1935, 47 n. 54; 60 n. 76; MITCHELL 2, 185 n. 108: Da Att. IV, 5, 1 la Palinūd°a, più che uno dei numerosi discorsi in favore di Cesare pronunciati da Cicerone dopo il convegno di Lucca, sembra “una composizione speciale”, non destinata alla pubblicazione, in prosa o in versi, esaltante le imprese di Cesare

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TUPET 1966, 238-253: Non si identifica la Palinūd°a con un’opera specifica, ma con l’insieme degli atti che costituiscono il voltafaccia politico di Cicerone a giugno 56

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STOCKTON 211: La Palinūd°a è una dichiarazione pubblica o preferibilmente una lettera “semipubblica” indirizzata a Cesare

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GARBARINO (CSC), 25 n. 61: Si dubita se riferire anche Att. IV, 5, 1 e di conseguenza la Palinūd°a all’Anekdotos liber