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[In C. Licinium Macrum]  

 

 

Anno 66 

 

Presunta orazione contro C. Licinio Macro accusato di concussione; ne resta testimonianza in Att. I, 4, 2; VAL. MAX. IX, 12, 7; PLUT. Cic. 9, 2.

 

Edizioni PUCCIONI (CSC) D 8; BELLARDI (UT) 2, 136; CRAWFORD 1984, App. II, 1.

 

Cf. LANGE 1876, 3, 222; PETERSSON 175-176; DG 5, 379; CIACERI 1, 129-131; BROUGHTON 1952, 2, 152; PUCCIONI 1960, 105; BÜCHNER 1964, 161; GRUEN 1966b, 215; GELZER 1969, 55 (=RE 855); STOCKTON 62; KUMANIECKI 1972, 157; KASTEN 1977, 210; ALEXANDER 1990, n° 195; FUHRMANN 79; MARINONE a. 66 B7a.

 

 

-C. Licinio Macro è accusato di concussione secondo la lex Cornelia de repetundis (forse con accuse riguardanti il suo proconsolato del 67) sotto la presidenza di Cicerone come pretore.

-PLUT. Cic. 9, 1-2: Macro sarebbe morto dopo aver ricevuto il verdetto di condanna.

-VAL. MAX. IX, 12, 7: L’imputato si sarebbe suicidato durante lo scrutinio dei voti e Cicerone avrebbe evitato di pronunciare la condanna.

 

 

-PUCCIONI 1960, 105: Att. I, 4, 2 si riferirebbe al «successo conseguito come accusatore nel processo contro Macro».

-PUCCIONI (CSC) D 8: L’orazione è registrata come autentica.

-CRAWFORD 1984, 260 n. 1; MARINONE a. 66 B7a: Cicerone non può pronunciare quest’orazione in quanto presidente del tribunale nel processo contro Macro

 

-ALEXANDER 1990, n° 195: Il processo ha luogo prima di luglio 66.

 

 

 

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