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Gennaio-aprile: Cicerone in Epiro al campo di Pompeo ed a Durazzo è in ansia sia per gli sviluppi della guerra sia per la situazione finanziaria della moglie ed il pagamento della dote per la figlia, entrambe rimaste in Italia; si trova in condizioni psicofisiche poco buone e non partecipa ai combattimenti in Epiro: Marc. 15; D.CASS. XLII, 13, 1.

 

 

Gennaio-agosto: Il figlio Marco da Pompeo è messo a capo di un’ala di cavalleria e si comporta con coraggio e perizia, nonostante i 17 anni d’età, meritandosi i complimenti di Pompeo e dei soldati: off. II, 45.

 

 

Aprile - 9 agosto: Dopo la fine dell’assedio di Durazzo, Cicerone non segue l’esercito in Tessaglia, ma resta a Durazzo, dove Catone comanda una guarnigione di 18 coorti e trecento navi ancorate a Corfù: Att. XI, 4 a; fam. IV, 7, 2; div. I, 68; II, 114; LIV. per. 111; PLUT. Cic. 39, 1.

 

 

Agosto: Cicerone a Corfů dopo la battaglia di Farsalo si rifiuta di seguire Pompeo e decide di rientrare con suo figlio in Italia, mentre il fratello Quinto in disaccordo con lui si rifugia con il figlio a Patrasso: Att. XI, 7, 3; fam. VII, 3, 3; Deiot. 29; Marc. 15; D.CASS. XLII, 13, 1; XLVI, 12, 3. 22, 2.

 

 

Metà ottobre - fine anno: Cicerone soggiorna a Brindisi in grave angoscia per l’incertezza della propria situazione: fam. XI, 27, 4; PLUT. Cic. 39, 3; D.CASS. XLII, 10, 2 .

 

 

Metà ottobre 48 - settembre 47: Cicerone a Brindisi č all’oscuro delle decisioni di Cesare a suo riguardo e soffre le condizioni climatiche avverse: Att. XI, 6, 3. 7, 5. 8, 1. 21, 2. 22, 2; fam. XV, 15, 2.

 

 

Fine novembre - dicembre: La figlia Tullia è malata: Att. XI, 6, 4; fam. XIV, 9. 17. 19.

 

 

Novembre-dicembre: Dopo la partenza di Cicerone, fratello e nipote rimangono in Oriente con altri pompeiani per chiedere perdono a Cesare: Att. XI, 5, 4. 6, 7. 7, 7. 8, 2. 9, 2. 10, 1. 11, 2. 12, 1-2. 15, 2. 16, 4. 

 

 

8 dicembre: Il nipote Quinto dichiara ad Efeso di aver preparato un discorso contro Cicerone da tenere davanti a Cesare: Att. XI, 10, 1.

 

 

Dicembre: Un editto di M. Antonio concede a Cicerone di restare in Italia: Att. XI, 7, 2. 9, 1; Phil. II, 5. 

 

 

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