Cicéron et la pensée romaine
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Cicéron - II - Fragments
  • Oeconomicus:[En attente de traduction en français] Cicerone stesso ci informa di aver scritto in gioventù, intorno all'85, un'opera intitolata Oeconomicus; si trattava di una traduzione dell'omonimo scritto di Senofonte. Le testimonianze non sono però concordi riguardo al titolo e al numero dei libri che costituivano l'opera. Garbarino 1984 ritiene probabile che siano esistite due edizioni diverse, una in un solo libro e una in tre. La stessa studiosa non ritiene verosimile né che Cicerone, quando scriveva di aver tradotto dal greco al latino il libro di Senofonte qui Oeconomicus inscribitur (Off.2, 87), avesse tra le mani l'opera di Senofonte già divisa in tre libri, né che l'abbia divisa in tal modo egli stesso; dunque la suddivisione in libri dev'essere successiva a Cicerone. Columella, nei libri XI e XII del De re rustica, loda la traduzione di Cicerone e cita dei brani dell'opera di Senofonte a volte letteralmente, e a volte rielaborando i concetti. Garbarino 1984 ritiene che Columella si sia sicuramente servito dell'opera di Cicerone, ma che non sia possibile attribuire di volta in volta all'uno o all'altro autore latino le modifiche apportate all'originale greco. Bibliografia: G. Garbarino, M. Tulli Ciceronis Fragmenta, Torino 1984, 15-17 [CorSen]
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